Essere o Non Essere “Capichiatti”?

Cari amici Decollaturesi,

anche da Torino riesco a meravigliarmi di ciò che succede in Paese.

Da qualche giorno è noto che i due ex candidati a Sindaco Gigi De Grazia e Mario Perri tenteranno di costituire una lista nuova unitaria contro il PD e altre possibili liste civiche simili a “Decollatura Viva”.

Da una parte Gigi De Grazia, eletto già due volte come consigliere comunale di minoranza, che in campagna elettorale (circa 1 anno e mezzo fa) “urlava” della vicinanza strettissima fra Cardamone e Perri, un po’ come PD e PDmenoL e dall’altra Mario Perri, eletto già per 8 (leggete bene OTTO) volte in Consiglio Comunale e che già per tre volte ha rivestito la carica di Sindaco con ben 2 commissariamenti ed una vita da politicante con scarsi successi.

Gigi De Grazia che, a furor di popolo nella precedente campagna elettorale “puntava il dito” contro Mario Perri accostandolo all’ex Sindaca uscente Anna Maria Cardamone e di conseguenza anche a Decollatura Viva o il PD, decide con l’ex Sindaco, che ha ridotto in cenere le speranze di crescita decollaturesi indebitando il paese a dismisura, di provare a formare un’unica lista contro il PD per aumentare il proprio bacino di elettori.

Decollatura Emoziona si allea, dunque, con uno dei suoi principali bersagli in campagna elettorale. Dopo un anno e mezzo è già cambiato tutto e la filosofia da seguire sembra esser diventata: “Il nemico del mio nemico è mio amico”, al diavolo la coerenza e la credibilità se difronte c’è la possibilità di entrare in consiglio comunale da vincitori. Una strategia che, forse, politicamente potrebbe pagare se si guarda al proprio tornaconto, ma sicuramente non sotto il profilo umano.

Dunque, il “giovane vecchio” della politica decollaturese non è nuovo a voli pindarici e a salti mortali tripli, ricordiamo in ordine sparso le varie maglie indossate da un giocatore sempre pronto a cambiare spogliatoio: Presidente del Circolo Giovani Marcello Dell’Utri, Membro della Commissione Politiche Sociali della Provincia di Catanzaro con Forza Italia, Commissario dell’UDC Decollatura, Vicepresidente dell’associazione dilettantistica sportiva Volley TiDeco, Presidente della ProLoco Decollatura, Capolista e organizzatore della Lista Civica “Decollatura Emoziona”. Purtroppo per lui i risultati di ogni sua rappresentanza sono stati sempre o quasi fallimentari tant’è vero che dopo un anno o poco più ogni associazione o pseudo-gruppo capitanato da lui ha prodotto scarsi risultati.

Tra i fallimenti politici di Mario Perri ricordiamo il famoso Progetto A.S.S.E. naufragato anche se nato su una buona intuizione. La società A.S.S.E. avrebbe dovuto svolgere varie mansioni, fra le quali annoveriamo la gestione delle mense scolastiche, la manutenzione della pubblica illuminazione, la gestione del servizio idrico-fognario, la pulitura delle vie, della aree verdi, degli uffici pubblici e molto altro ancora come può sottolineare questo articolo di attacco nei confronti dell’ex sindaco su Decollatura.net scritto proprio da Gigi De Grazia, quando ancora ricopriva il ruolo di corrispondente presso un quotidiano locale. Nonostante l’idea potesse essere una buona soluzione per combattere il degrado a Decollatura, non fu dello stesso avviso il Commissario Prefettizio Cento che con la delibera n.8 del 28/07/2010 mise in liquidazione l’Azienda Speciale A.S.S.E., che alla fine dell’anno 2009 aveva un disavanzo di circa 150.000 euro. L’ASSE era un ente di proprietà comunale e dallo stesso riceveva incarichi di servizi e relativi pagamenti. Come se non bastasse ad aggravare ancora la situazione, dovremmo parlare della gestione dei fondi provenienti dalle casse comunali che non venivano rendicontati secondo procedura di legge. Con la costituzione di questa società veniva violato anche il Decreto Legge n. 78 del 2010 il quale stabilisce all’Articolo 14 comma 32 che: “i comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti non possono costituire società”.

Sempre a causa della scellerata gestione Perri il Comune di Decollatura ha dovuto pagare 141.000,00 euro ai progettisti Antonio D’Amico e Annunziata Gigliotti incaricati della redazione del Piano Regolatore Generale comunale, secondo quanto è stato sentenziato il 3 marzo 2010 dal Tribunale di Lamezia Terme. Una vicenda cominciata nel lontano 2006 con la revoca dell’incarico ai progettisti designati da parte dell’amministrazione guidata sempre da Perri. Il Comune motivò la revoca dell’incarico sostenendo che esso non fosse conforme alla legge regionale n.19 del 1992, i progettisti dunque avviarono un procedimento giudiziario nei confronti del Comune di Decollatura per ottenere il legittimo compenso. Il tribunale diede loro ragione, condannando il nostro Comune ad un risarcimento di 141.000 €, circa il doppio di quanto avevano richiesto i progettisti all’inizio dei loro lavori. Anche in questo caso per approfondire, vi rimando ad un altro articolo presente su Decollatura.net, anche quest’articolo di denuncia fu scritto proprio da Luigi De Grazia, che anche allora era corrispondente di un quotidiano locale.

Insomma, cari decollaturesi prepariamoci ad una “vecchia” campagna elettorale che saprà tanto di caciara, di temi triti e ritriti e di volti già noti a tutti che pare abbiano necessità di tenere il sedere sulla poltrona oppure al caldo (scegliete voi) in Consiglio Comunale.

Spero che come me siate stufi di questa situazione: a 22 anni compiuti ho la maturità per comprendere un paesino come Decollatura, allontanarmi per continuare a studiare è stato difficile ma continuo a combattere ed a portare il mio contributo che spero possa essere utile alla crescita collettiva di un posto in cui ho profonde radici. Vorrei vedere qualcosa di nuovo, spinto da persone con idee nuove, avrei il sogno di vedere i Decollaturesi votare una proposta non una famiglia o i soliti “amici” che conosciamo tutti, ma in realtà da circa 3 campagne elettorali (quelle che ho seguito personalmente) mi trovo a dovermi confrontare con una situazione che è diametralmente opposta a quella che un paesino come Decollatura dovrebbe rappresentare.

Quest’estate quando iniziai a raccontare ad alcuni amici e paesani il fatto che dovessi partire per Torino e che non sapevo se sarei mai tornato, tutti mi davano delle pacche sulle spalle e mi rassicuravano: “Fha buanu, parte e nun tornare ca cca un cè nente”.

Ma, il sogno di tutti noi dovrebbe essere quello di stare dove siamo nati, con i nostri cari e viverci in modo dignitoso, non quello di scappare per poi magari incontrare altri concittadini in giro per Torino (come mi sta capitando spesso). Sono cose che mi fanno pensare molto, intere generazioni condannate a partire per cercare di migliorare le proprie prospettive di vita mentre, tutto sommato, a Decollatura si potrebbe ancora vivere e far vivere bene. Qui a Torino l’amministrazione si trova costretta a dover fermare il traffico per avere un po’ d’aria pulita e noi pur avendo in mano un paradiso siamo costretti a lasciarlo, a causa della miopia della nostra classe politica che da anni ormai devasta il territorio senza alcun incentivo allo sviluppo.

Non mi resta che sottolineare come il tessuto sociale di Decollatura sia purtroppo disgregato: tra cali di nascite, ragazzi che crescono nella frustrazione, detestando un luogo che non offre molte possibilità di incontro e che ti porta all’apatia di fatto impedendoti di capire come poterlo migliorare; genitori che si trovano a dover sopportare le partenze dei loro figli con una conseguente crescita dell’età media ed una politica sorda e muta che non ha mai ascoltato le richieste dei propri cittadini, lasciandoli senza risposte. Decollatura ha toccato il fondo e sicuramente non è puntando su chi ce l’ha spinta laggiù che si potranno risolvere i nostri problemi.

Cari Decollaturesi, la domanda è ora: “Essere o non essere Capichiatti”?

Essere o non essere come il nostro popolare soprannome ci dipinge?

Saremo ancora così testardi da volere e votare ciò che in passato ha già rappresentato uno dei capitoli più cupi della nostra storia recente?

O sarà giunto il momento di veder scendere in campo una forza politica esule da questi giochetti e da questi schemi politici che nulla hanno a che fare con un comune di 3.000 abitanti o meno, che vede quasi tutti i propri nuovi figli cercare di emigrare al Nord o all’estero?

Ai posteri l’ardua sentenza…

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