La Democrazia Deliberativa: le Origini del Dibattito

Settant’anni fa la democrazia attraversava momenti molto bui. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, le democrazie degne di questo nome erano dodici, a causa del fascismo, comunismo e colonialismo. Nessun regime democratico si è trasformato in una dittatura dopo il secondo dopoguerra, anzi alcune dittature si sono trasformate in democrazie. Poco a poco il numero salì, infatti oggi si contano 117 democrazie elettive, fondate sulla procedura elettorale, su un totale di 195 Paesi (Van Reybrouck 2015).Mai nella storia ci sono state tante democrazie e mai questa forma di organizzazione di stato ha avuto più sostenitori. In questo momento però, l’efficacia della democrazia come forma di organizzazione a livello nazionale viene messa in discussione, soprattutto se la democratizzazione va di pari passo con la violenza, la rivincita degli interessi di parte su quelli politici, la corruzione, la persistenza delle oligarchie, la recessione economica, la mancata crescita dell’educazione alla cittadinanza: queste ultime sono le principali sfide del mondo odierno, nonché i motivi alla base del declino della partecipazione elettorale, della crisi delle ideologie, dei partiti tradizionali, dunque della democrazia rappresentativa in molti paesi occidentali.

Per una strana illusione, derivante da una concezione fin troppo benevola dell’uomo come animale politico, abbiamo sempre pensato che il cittadino attraverso il proprio diritto di voto, eleggerebbe sempre i governanti più saggi, più onesti, più illuminati, tra gli altri in lista: sbagliato! L’uomo persegue il proprio interesse sia nel mercato economico che in quello politico. Il voto è una merce ceduta al miglior offerente. La democrazia come metodo è aperta a tutti i possibili contenuti, ma è molto esigente nel richiedere il rispetto delle istituzioni. In questo rispetto risiedono tutti i vantaggi del metodo e i partiti, gli unici soggetti autorizzati a far da tramite tra gli individui e il governo, non sono riusciti a stimolare la popolazione verso questo «senso di appartenenza democratico» (Bobbio 1995).

Crebbe, anche in risposta alla crisi della democrazia e delle istituzioni rappresentative, a partire dagli inizi degli anni Ottanta, l’interesse per l’ideale deliberativo. La democrazia deliberativa rappresenta una delle più importanti novità in campo politico nella teoria democratica. I cittadini non scelgono più di voler essere rappresentati, ma vogliono prendere parte alla composizione delle scelte, anche le più delicate, quelle che rischiano di modificare il loro stile di vita e le loro opportunità.

Leggi anche...

0