Gratteri all’Unical

Nicola Gratteri invitato dal Rotaract Club di Rende e dall’associazione studentesca AS.S.I. è intervenuto ieri all’Unical, parlando col cuore ai giovanti studenti universitari e a tutti i presenti in Aula Caldora per l’evento.

“I figli dei mafiosi crescono con i padri in carcere, ricordiamoci però che molti dei figli delle vittime di mafia sono cresciuti senza padri. Basta ipocrisia ed essere caritatevoli”.

Gratteri commenta così l’apertura della Cassazione sulla possibile scarcerazione di Riina e giù infiniti applausi.

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro risponde per 2 ore alle domande del giornalista Arcangelo Badolati e così quello che doveva essere la presentazione del penultimo libro con Antonio Nicaso “Padrini e Padroni” diventa una vera e propria lezione di storia sulla ‘ndrangheta e degli eventi che ne hanno segnato l’avvento in Calabria fino ad arrivare ai giorni nostri allo scandalo dei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) di Isola Capo Rizzuto.

Su quest’ultimo, Gratteri, risponde con amarezza contestando il fatto che tutto ciò sia andato avanti per 11 anni. La Prefettura ha omesso controlli permettendo all’associazione di volontariato Misericordia e al suo fondatore, il prete, don Edoardo Scordio di aggiudicarsi la gestione del Cara. Così, si sono create delle società per la gestione del catering di quest’ultimo. La cosca Arena contattata proprio da don Edoardo Scordio ha saputo approfittare della situazione e a per quegli oltre 100 milioni di euro arrivati in provincia di Crotone per l’accoglienza dei migranti negli ultimi 10 anni, ben 32 sono finiti in mano alla ‘ndrangheta.

Difficile parlare di cibo e acqua, però quando in uno dei video dell’inchiesta sul Cara di Isola Capo Rizzuto si vede come i camerieri non abbiano, alle volte, cibo a sufficienza e si ritrovano costretti a far segni ai migranti in fila in attesa del pranzo che “non ce n’è più, è finito”.

Gratteri crede che nel suo lavoro ci sia bisogno di essere asettici, non mostrare emozioni, ma stavolta anche lui ha vacillato, parla con rancore anche un pizzico di rabbia, anche perché è dura veramente dura non arrabbiarsi davanti a scene simili.

E ancora sostiene quanto sia importante capire il nostro passato per ricostruire il nostro presente e riscrivere il nostro futuro, parla dell’importanza della ricerca e di quanto sia fondamentale che ognuno di noi non legga solo libri. Già, perché i libri sono scritti dai vincitori e i vinti sono sempre e comunque descritti come quelli “brutti, sporchi e cattivi”. Ci ricorda che bisogna saper leggere la storia con intelligenza.

Alla fine dell’evento viene dedicata a Gratteri una standing ovation, tutti corrono a far foto e a farsi autografare i libri.

Sono orgoglioso di sapere che esistano calabresi come lui.

Grazie Nicola Gratteri.

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