Ascoltiamo mai chi ci sta intorno?

Tempo fa partivo per un altro viaggio, con la speranza di arricchire le mie conoscenze di più, sempre di più.
Spesso chiacchiero con sconosciuti, durante i viaggi, ma, quella volta imparai più delle altre.
Partii presto 7.34 da Sant’Eufemia treno deserto, deserto o quasi, fin quando nella mia carrozza sale un simpatico signore sulla sessantina.
Veniva da Scalea pareva un po’ confuso, disorientato.
Cominciai ad ascoltare musica e a guardare un film con le mie mega-cuffie e il PC a portata di mano.
A Napoli scesi e chiesi cordialmente a tale signore se poteva darmi un’occhiata alla valigia.
Pipì, boccata d’aria napoletana, risalgo.. Era tutto a posto.
Da lì cominciammo a discutere, discutere del più e del meno, con una casualità non irrilevante, spesso mentre parlavo questo signore borbottava “Eh?! Eh?!”
Si parlava, si discuteva di come sia possibile che una terra come la Calabria possa essere così tanto bistrattata da politici e mafiosi..
Ci chiedevamo come fosse possibile che in tutti questi anni questa situazione non fosse migliorata, anzi semmai peggiorata..
Il signore sapeva il fatto suo, aveva lavorato all’estero, in Germania, a Genova..
Diverse realtà molto differenti da quelle di casa, diverse dalla Calabria tanto amata quanto odiata..
Odiata perché si sa, se vuoi trovare lavoro qui o ti vendi al primo offerente o ti fai raccomandare.. Meritocrazia? Non esiste.. Saperci fare? Sì, ma con cosa?
Ad un certo punto ci chiedemmo a vicenda: “Ma tu che farai a Roma ora?”.
Io risposi per primo con tono di voce abbastanza alto in quanto spesso non mi capiva: “Vado a trovare alcuni dei miei parenti e voi?”
Lui mi rispose così: “Sento dei suoni che mi rovinano i giorni, sento dei suoni che mi rovinano la vita.. Sto andando a Roma da un Dottore che ho visto in TV, un dottore di quelli famosi”.
Stava andando a Roma dopo aver girato tutta l’Italia in cerca di una soluzione al suo problema, soluzione che non aveva trovato da nessuna parte.. Anzi le cose erano andate peggiorando, in quanto aveva perso quasi completamente l’udito da un orecchio.
In quel momento mi sentì in colpa, in colpa perché me n’ero stato con le cuffie fino a Napoli e mi ero sentito in colpa perché dentro me ad ogni suo “Eh?! Eh?!”, scattava una risata.. Come a dire: “che rincoglionito!”
Fu una grande lezione per me, mi promisi quel giorno di non giudicare più dall’apparenza, o neanche provarci.
Augurandomi di rivederti UOMO, magari ad un concerto, magari ballando insieme una tarantella, un giorno chi lo sa?!
Che tu possa ritrovare il senso delle tue giornate al di là dei rumori che senti costantemente..
Che tu non possa mai perdere la forza e il sorriso per lottare uomo!!!
Sfruttiamo il nostro udito, ascoltiamo le persone, stiamo in mezzo a loro perché ne potremo uscire solo arricchiti..
Pezzi di vita,
Buona Serata.

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