Benfica – Napoli 1-2

Diversi tafferugli hanno animato il centro di Lisbona nel giorno prima e seguente della partita, clima tesissimo decisamente più del dovuto anche se si tratta di un match decisivo per le sorti del girone B.

Per andare allo stadio il miglior mezzo è la Metropolitana che ha una fermata al Centro Commerciale Colombo che si trova a 200 metri circa dalla “Catedral”. Proprio all’uscita della metropolitana ci sono stati degli scontri con seguenti arresti da parte della Polizia, anche per tifosi italiani.

L’ambiente ce lo descrivono anche i murales all’interno del tunnel che porta allo stadio raffiguranti un’aquila e delle fiamme con su scritto “Inferno da Luz”.

Davanti quest’ultimo c’è la statua di Eusebio, eterno idolo che rimarrà sempre nel cuore dei tifosi Benfiquistas e il nuovo museo di ben tre piani intitolato a Cosme Damião: fondatore, giocatore, allenatore, dirigente e giornalista del Benfica, che in patria rappresenta il Simbolo Immortale e l’anima di questa squadra.

Alle 19.45, ora locale, le due squadre scendono in campo, il Napoli sa bene che questo è uno stadio spesso maledetto per le italiane.

Prima dell’inno della Champions League tocca all’Àguia Vitòria la mascotte del Benfica, un’aquila di mare dalla testabianca, esibirsi, giro dello stadio in volo che manda in visibilio i tifosi dei padroni di casa.

Sugli spalti migliaia di Ragazzi italiani giunti al Da Luz per sostenere la squadra partenopea. Erasmus, lavoratori e tifosi: Lisbona oggi parla italiano in tutta la città e in ogni settore dello stadio.

La partita comincia e la Porta 13, quella degli ultras lusitani comincia a tremare: è subito una bolgia. Ma dalla parte opposta i tifosi del Napoli non sono da meno.

Dopo un primo tempo animato da azioni ed erroracci da parte di entrambe le squadre, al minuto 57 cambia la partita entra Mertens.

Subito il belga lancia Callejon tocco sotto e corsa sotto la “Gabbia” mandando baci al settore dedicato ai tifosi azzurri.

Koulibaly giganteggia in difesa, Allan è una spina costante, Insigne geniale, ma è ancora Mertens a fare la differenza sterzata e numero su Luisao e palla all’angolino, Ederson battuto è 2 a 0.

Ma è presto per cantare vittoria, i tifosi portoghesi lo sanno e si alza il coro “Eu amo o Benfica!”, tutto lo stadio canta a squarciagola e subito dopo il Benfica segna. Albiol sbaglia tutto e Raùl Jimenez firma l’1-2, ma è troppo tardi.

Il Benfica chiude in attacco ma senza intimorire nuovamente la porta di Pepe Reina.

Espugnato il Da Luz, il Napoli può festeggiare i giocatori vanno sotto la Gabbia, euforici per aver raggiunto il primo obiettivo stagionale.

Ottavi di finale, Napoli testa di serie.

Da Lisbona è tutto,

Marco Notaro

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