#5 Trasferta a Siviglia

20161122_054533Sono le 7.05 quando a Siviglia aprono le prime “cafeterías”. Ordinando qualcosa stupisce che tutti stiano parlando dei fatti accaduti nella notte, con l’assalto degli Ultras Spagnoli nei confronti dei tifosi juventini, mentre questi ultimi stavano cenando nella “Taberna El Papelon”.

I baristi scherzano con gli italiani, ma li avvertono “Hey mira que no es fácil ganar en Sevilla!”.

Proprio così, non è facile vincere al Sánchez-Pizjuán e nessuno meglio dei bianconeri oggi può saperlo, dopo l’esperienza dell’anno scorso.

Il clima comunque è teso, gli ultras juventini più accaniti chiedono a ogni italiano giunto in terra andalusa di dimostrare rispetto nei confronti del tifoso finito in ospedale, quindi il giorno della partita nessuno porta cappelli da giullare o vestiti troppo appariscenti pochi cantano e filtra nervosismo…

Il ritrovo degli juventini è davanti la “Taberna la Auténtica del Sur” una marea di polizia pronta a scortare tutti, tra questi anche il reparto della Cavalleria. Un vero e proprio calvario giungere nel Settore Ospiti: ci si mette quasi un’ora.20161122_180655

Comincia la partita e sono los hinchas il dodicesimo uomo della squadra di Sampaoli canta tutto lo stadio, dapprima il famoso inno scritto dal cantante El Arrebato e subito dopo l’inno della Champions cominciano a suonare i tamburi incutendo timore ai giocatori ospiti ed infatti dopo 9 minuti, Pareja va già ad esultare per il gol del vantaggio sotto la curva che ospita i Biris, gli ultra sivigliani che occupano il settore più caldo dello stadio Sánchez-Pizjuán, il “Gol Norte”.

Dopo l’annuncio dello speaker è delirio fra tifosi che rischiano di esplodere di nuovo poco dopo se non fosse che Escudero alzasse troppo la mira.

Questione di pochi minuti e questi ridanno vita ad uno spettacolo incredibile da vedere sugli spalti, la tipica pañolada in questo caso eseguita sventolando le sciarpe in aria, contro l’arbitro inglese Clattenburg dopo il rigore concesso da quest’ultimo alla Juve e l’espulsione inflitta a Vazquez, tutto lo stadio si colora di biancorosso.

Nervosismo sugli spalti in tutto il secondo tempo, ma voglia di lottare per la propria squadra. In campo ogni fallo fischiato contro il Siviglia è occasione di proteste vibranti e di sfottò e dopo l’ennesimo presunto errore dell’arbitro inglese si alza il coro: “Arbitro Cabrón” che durerà almeno 5 minuti.20161122_204931

Stadio in silenzio e tristezza dopo i gol di Bonucci e Mandzukic, ma l’amore dei tifosi biancorossi va oltre il risultato e dopo l’ennesima pañolada nei confronti di Clattenburg, mentre i giocatori bianconeri vanno verso il Settore Ospiti, i tifosi andalusi alzano la loro voce sostenendo la propria squadra aldilà del risultato si alza il coro: “SEVILLA, SEVILLA, SEVILLA”.

Mentre dal Settore Ospiti parte lo sfottò nei confronti dei tifosi biancorossi: “BETIS, BETIS, BETIS”.

Proprio andando a rimarcare la rivalità tra le due tifoserie più importanti della meravigliosa città andalusa.

La partita finisce, lo stadio si svuota e cala il silenzio.

I baristi del posto avvertono che la Polizia scorterà il gruppo bianconero al ritorno di nuovo davanti la “Taberna la Auténtica del Sur” di lì in poi si consiglia di tornare a casa nel più breve tempo possibile.

La notte dopo gli scontri è tranquilla, anche se, tutti i locali chiudono prima del previsto, proprio temendo possibili vendette.

Cala il sipario su questa trasferta europea,

ma chi era allo stadio porterà sempre il ricordo di una tifoseria totalmente “loca y en amor” con una squadra che oggi li rappresenta al massimo nello spirito, tipico di Sampaoli perché i suoi giocatori non mollano mai.

Adios Sevilla.

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