#4 Un mese a Lisbona

Un popolo meraviglioso quello portoghese, sempre tranquillo e cordiale.

Un ambiente accogliente creato da gente che sa come accontentarsi.

La libertà qui è una conquista non da poco, visti i trascorsi storici e l’arrivo della democrazia avvenuto solo 42 anni fa, grazie alla Rivoluzione dei Garofani, un golpe attuato dal Movimento das Forças Armadas, che fu capace di rovesciare la dittatura di ispirazione fascista fondata da Antonio de Oliveira Salazar.

Grazie all’approvazione della nuova Costituzione basata sul corporativismo del 1933, veniva instaurato il regime dell’Estado Novo, con l’União Nacional (Unione nazionale) espressione del sistema monopartitico portoghese di una volta, che annoverava tra i propri sostenitori anticomunisti, nazionalisti e fascisti.

Il Portogallo restò neutrale durante la Seconda Guerra Mondiale e questo consentì una crescita economica negli anni quaranta. Nel 1949, il Portogallo diventa membro fondatore della NATO.

Ciononostante, la libertà politica era fortemente limitata a causa della PIDE, reparto di polizia segreto capace di gravi rappresaglie, torture e omicidi nei confronti degli oppositori politici.

Il regime di Salazar vede il Portogallo resistere alla decolonizzazione, con risultati totalmente improduttivi, considerata anche la situazione politica, infatti, Russia e Stati Uniti finanziavano i movimenti indipendentisti nella lotta contro le potenze coloniali per ampliare la loro sfera d’influenza in campo internazionale.

La crescita economica subì, dunque, brusche fermate.

Salazar muore nel 1970, il potere passa nelle mani di Marcelo Caetano. All’inizio degli anni settanta il Portogallo aveva finito i fondi, a causa della guerra.

Nacque il Movimento das Forças Armadas (MFA), che aveva messo insieme tutti gli ufficiali militari ribelli al regime dittatoriale che governava il paese da quasi quarant’anni, si poneva come obiettivo di ottenere la pace nelle colonie africane (considerate le numerose guerre con i gruppi separatisti dell’Angola, del Mozambico e della Guinea-Bissau), la conseguente decolonizzazione, un cambiamento del sistema economico corporativista e la democratizzazione del paese con delle libere elezioni e abolendo le campagne repressive del regime, soprattutto abolendo la PIDE, il movimento era dominato da numerosi militari simpatizzanti di idee politiche di sinistra.

Il colpo di stato democratico si materializza il 25 aprile 1974, quando i leader dell’MFA si accordano con Carlos Albino, che come responsabile del programma musicale Límite di Rádio Renascença, perché trasmettesse la canzone operaia “Grândola vila morena” di José Afonso, come segnale di inizio dell’operazione, nonostante l’ascolto della canzone fosse proibito.

I ribelli riprendono il controllo della TV di stato, arrestano alti ufficiali fedeli al regime, occupano l’aeroporto di Lisbona, poi prendono le radio e nella notte la missione continua…

Fino all’annuncio delle 11.45, in cui l’MFA rivendica di aver preso il controllo del paese, vengono liberati detenuti politici e Caetano deve arrendersi, così si consegna all’MFA, scortato da Maia, circondato dal popolo.

Alle 23.20 viene approvata la prima legge del 25 aprile 1974, viene destituito il presidente della Repubblica e il primo ministro, l’Assemblea Nazionale e il Consiglio di Stato sciolti, sciolto il partito unico.

Il popolo aiutò immediatamente i militari, viene chiamata Rivoluzione dei Garofani perché una fioraia offrì garofani ai soldati per strada. I fiori furono infilati nelle canne dei fucili, simboleggiando rivoluzione e segnale alle truppe governative affinché non opponessero resistenza.

Il 25 aprile non è un giorno rivoluzionario solo in Italia, oggi è la festa nazionale portoghese, ogni anno si succedono manifestazioni in favore delle libertà civili e dei diritti politici conquistati attraverso la Rivoluzione.

Hanno saputo soffrire, hanno saputo aspettare e pazientare, sotto dittatura, sotto le grinfie di quello che va contro la libertà individuale.

Diritti come conquiste inestimabili, ora salutano gli ospiti di questo paese e lo fanno, lo fanno bene. Sempre pronti a darti indicazioni, spiegazioni, sempre con quel rumore stranissimo nelle autoambulanze e nelle macchine di polizia, quel clacson amorfo, strano, inspiegabile.

Sarà, ma qui funziona così, così hanno impostato tutto, anche grazie al loro gioiellino meglio riuscito: Lisbona.

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Marco,

Muito Obrigado, ancora una volta!

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