#3 Febbre

Cosa può essere più fastidioso di avere la febbre in Erasmus? Io penso nulla, ma con fatica mi sono guadagnato quest’altra parte del viaggio, è il prezzo da pagare per aver dormito con la finestra aperta diverse notti.

In questo mese di certo mi è capitato di tutto, ma questi momenti rimarranno irripetibili.

Irripetibile come il tramonto visto dal Miradouro da Senhora do Monte, situato nel punto più alto del quartiere di Graça è uno dei luoghi con il migliore panorama della Città.20160923_191036

Da qui è possibile vedere il Castelo de São Jorge, il castello di Lisbona, poi parte del centro della città, l’estuario del fiume Tago e tanto altro, ma so che leggerlo non farà mai lo stesso effetto di vederlo.

Emozione incredibile, brividi, fino a poco tempo fa non potevo neanche immaginare di poter avere tutto questo a portata di mano.

Giro a zonzo per la città senza direzione precisa, per la prima volta, mi sento davvero padrone del tempo della mia vita, Bairro Alto, giardini, uscire con ragazzi di altre nazionalità, parlando o meglio cercando di parlare altre lingue, diverse dall’italiano.20160923_172643

Speravo proprio di non incontrare tanti connazionali qui, ahimè mi sbagliavo miseramente, in alcune serate all’Erasmus Corner (l’angolo dei ragazzi in Erasmus, situato in una parte del Bairro Alto) è strano sentire parlare inglese o portoghese, tanti altri italiani hanno avuto il mio stesso pensiero in merito e ora mi ritrovo con loro a trascorrere quella che è la migliore esperienza della mia vita.

Ma tornando a me… Cosa sento ora?

Libertà, LIBERTÀ!

Non ho scadenze da rispettare, ho tempo, tempo di godermi la città, tempo per capire meglio chi sto diventando e cosa voglio fare, dopo tre settimane qui ora cercherò di capitalizzare tutto.

Prima sconfiggendo la febbre, poi abbattendo la pigrizia e qualsiasi altro ostacolo si porrà davanti al mio cammino e nelle serate più convulse sceglierò di agire col cuore e non con la testa.

Mai come ora probabilmente è facile seguire l’istinto, è facile trovarsi con compagnie accampate all’ultimo secondo, conoscere individui di cui dopo 5 minuti scorderai il nome, improvvisare conversazioni improbabili, far finta di cantare canzoni in inglese in discoteca, ballando danze casuali.

Ah, dovevo avere lezione questa settimana all’università, ma il giorno prima la professoressa ha deciso di cancellarla.

Sì, procede bene!

Com’è andata bene la cena con i coinquilini stranieri, che hanno apprezzato la cucina italiana di Chef Francesco, autore di una pasta con ragù fuori dal comune.

P.S. Un saluto a tutti i miei amici Pentastellati, vi ho seguito anche da qui, col cuore ero a Palermo.

A riveder le stelle ragazzi!

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